Immagine di Testata Traparola e Musica

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EDIZIONE 2017
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Quaderni del Carcere
Diavoli Rossi
La Festa del Cristo
Araj Dimoniu
Il Cinghiale del Diavolo
Il Dio Petrolio
Baroni in Laguna
Paska Devaddis
Un Anno sull’Altipiano
Il Canto del Dominatore
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LA FESTA DEL CRISTO di Grazia Deledda
Un viaggio a cavallo tra Colpe e Salvezza

Una Processione. Un Quadro. Preghiere in Canto

 

Drammaturgia – Ludovica Cadeddu e Andrea Congia

Produzione – Casa di Suoni e Racconti

Ludovica Cadeddu – voce recitante
Andrea Congia – chitarra classica/synth

Un’intera comunità si muove al galoppo in un percorso di Redenzione. Un rosso cavallo inizia la sua demoniaca corsa, seminando al suo passaggio oscuri presagi; un vecchio prete nero invoca l’aiuto del simulacro miracoloso che ispira il suo cammino. Quando il Peccato diventa Ossessione, il viaggio prima festoso cambia colore. Tra Parola e Musica, i ritratti delineati dalla voce di Ludovica Cadeddu e i paesaggi sonori tracciati dalla chitarra di Andrea Congia, trasportano in un pellegrinaggio narrativo fatto di Devozione popolare e intime Inquietudini.

Il Libro
Ritagli di vita, carichi di un realismo sociale indagatore, ma accesi e animati da fervide immagini di profondo significato simbolico, sono raccolti nel corpus delle ventidue novelle, Chiaroscuro, pubblicato nel 1912 dall’editore milanese Treves. Lungo le pagine della Raccolta, intrisa delle suggestioni paesaggistiche e ancestrali tipiche della penna deleddiana, sfilano Nobili e Miserabili, Padroni e Servi, Giovani e Vecchi, Illusi e Disincantati dalla vita, tra barlumi di gioia e oscuri turbamenti: il variopinto universo umano dell’Autrice.

Grazia Deledda (Nuoro 1871 – Roma 1936)
Proveniente da una famiglia benestante, dopo la scuola elementare, Grazia Deledda prosegue gli studi da autodidatta. Proprio a causa della breve educazione regolare e della giovanile propensione per la Letteratura d’Appendice, durante tutta la sua precoce e fortunata carriera, la Scrittrice e Traduttrice sarda è da molti giudicata rozza e illetterata. La vasta produzione letteraria la conduce nel 1926 a ricevere il Premio Nobel per la Letteratura, per aver compreso e ben rappresentato le umane condizioni della sua Isola natia.