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EDIZIONE 2016
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Sa Reina
Sonetàula
Maschere di Carta
Paska Devaddis
Caccia Grossa
La Notte delle Fiaccole
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CACCIA GROSSA di Giulio Bechi
Scene e Figure del Banditismo Sardo

Inganni e Fughe. Indietro nel Tempo

Drammaturgia – Carlo Antonio Angioni e Andrea Congia

Coproduzione – Casa di Suoni e Racconti e Artifizio

Carlo Antonio Angioni – voce recitante
Andrea Congia – chitarra classica/synth

Al tramonto dell’Ottocento il grande Sole Nero della Repressione e delle Milizie sorge sulle Barbagie. In una terra di silenzi, dove ogni Parola segna i Destini, risuonano i latrati dei segugi e si manifesta la cupa Notte in cui convivono tutte le Leggi e non v’è nessuna Giustizia. La Notte degli Assassini. Tra appostamenti e insidie risuona la feroce caccia ai temuti banditi sardi e la narrazione di Carlo Antonio Angioni e la chitarra di Andrea Congia si fanno strada,
tra Parola e Musica, nella nebbia della Leggenda.

Il Libro
Pubblicato nel 1900 a Milano dall’Editore La Poligrafica con lo pseudonimo Miles e nel 1914 dall’Editore Fratelli Treves, Caccia Grossa – Scene e Figure del Banditismo Sardo è la storia, tra cronaca e romanzo, di una Sardegna di fine Ottocento dipinta dallo stesso Autore come schiacciata dalla piaga del banditismo. Lodi entusiaste ma anche feroci polemiche da parte dell’opinione pubblica seguono la sua diffusione, suscitando un acceso interesse e un vivo dibattito durato più di un secolo che ha condotto negli anni alla stampa di diverse edizioni.

Giulio Bechi (Firenze 1870 – Gorizia 1917)
Tenente di Fanteria, scrittore, Giulio Bechi nel 1899 partecipa alla spedizione militare volta alla repressione del Banditismo in Sardegna, dandone testimonianza nel libro “Caccia Grossa – Scene e Figure del Banditismo Sardo”, la cui divulgazione lo conduce erroneamente a un breve fermo con l’accusa di calunnia. Tornato alla vita militare prosegue l’attività di autore di romanzi e racconti. Richiamato alle armi per la Grande Guerra, muore nell’Undicesima Battaglia dell’Isonzo. Il valore e il coraggio mostrato gli valgono la Medaglia d’oro alla Memoria.